Fà balà l'œcc (FBL - EBTeam)

BERNAZZOLI EB TEAM · SICUREZZA
Formazione · rischio elevato

Studio Bernazzoli — EB Team / Modulo didattico interattivo

FILOSOFIA DELLA
SICUREZZA
EB TEAM

La sicurezza nasce dalle scelte consapevoli, ma diventa possibile solo con formazione, mezzi idonei e condizioni di lavoro sicure. Dalla teoria al comportamento quotidiano, per ridurre gli infortuni.

Rischio elevato Prevenzione Protezione Comportamenti verificabili
Il modello concettuale EB Team
ESSERE Consapevolezza
×
AVERE Mezzi e competenze
=
FARE Agire in sicurezza

Una filosofia da tradurre in azioni. La formula è didattica : non è un calcolo normativo né una certificazione del livello di sicurezza.

01 / Dal pensiero all'azione

La sicurezza è un comportamento quotidiano

Esperienza e buona volontà non bastano. Il lavoratore deve riconoscere i pericoli, disporre delle condizioni corrette e rispettare concretamente le misure di prevenzione.

E · DIMENSIONE PERSONALE

ESSERE

Essere consapevoli dei pericoli, prestare attenzione, chiedere chiarimenti, assumere decisioni responsabili e tutelare i colleghi.

A · CONDIZIONI REALI

AVERE

Avere formazione, addestramento, autorizzazioni, tempo, macchine e dispositivi sicuri, procedure chiare e protezioni adeguate.

F · AZIONE OSSERVABILE

FARE

Applicare procedure, controllare il contesto, mantenere le protezioni, segnalare i pericoli e interrompere le attività non sicure.

Principio non negoziabile. La prudenza individuale non può compensare una macchina priva di protezioni, un'attività non valutata o un'organizzazione non sicura. Le misure tecniche e organizzative sono responsabilità aziendali e precedono la sola attenzione individuale.

02 / Interpretazione del disegno originale

Il grafico della sicurezza, interattivo

Gli assi rappresentano la consapevolezza (ESSERE) e la disponibilità di competenze e mezzi (AVERE). Sposta i cursori: l'area evidenziata esprime il potenziale didattico del FARE.

Ricostruzione grafica: attenzione, prevenzione, protezione ed efficacia

ENERGIA · ATTENZIONE ESSERE — consapevolezza del pericolo VOLONTÀ · POTERE DI AGIRE AVERE — competenze, strumenti e condizioni PREVENZIONE • PROTEZIONE • EFFICACIA 70% 80% 0 100 100 ISTINTO ≠ SICUREZZA
Direttrice concettuale: attenzione e prevenzione
Valori scelti dal partecipante
Area ESSERE × AVERE (didattica)
Proiezioni sui due assi

Schema ispirato al disegno fornito: gli assi e la diagonale illustrano concetti, non relazioni scientifiche misurate né livelli reali di rischio.

VOLONTÀ Applicare le regole anche sotto pressione.
POTERE Poter agire con mezzi e procedure sicure.
EFFICIENZA Protezioni mantenute e funzionanti.
EFFICACIA Misure capaci di controllare il pericolo.
Prestazione della prevenzione (concetto didattico): efficienza ed efficacia devono coesistere. Una protezione perfettamente funzionante ma non adatta al pericolo non basta; una misura corretta ma guasta non protegge.

03 / Comprendere il rischio

Rischio = Probabilità × Danno

La matrice illustra la relazione R = P × D. Seleziona un valore da 1 a 4 per probabilità e gravità del danno: il modello mostra un indice orientativo, non la valutazione aziendale del DVR.

Matrice 4 × 4 · esempio formativo

P (in orizzontale) = probabilità · D (in verticale) = gravità del danno
Le soglie cromatiche sono solo convenzionali. La presenza di possibili danni molto gravi richiede misure adeguate anche con probabilità stimata bassa. Non usare la matrice per autorizzare attività pericolose.

Modifica i parametri

Indice R = P × D 16 / 16
ALTA

In presenza di condizioni ad alto rischio occorrono controlli adeguati prima dell'attività.

01 Eliminare Rimuovere il pericolo, quando possibile.
02 Proteggere alla fonte Ripari, segregazioni, interblocchi, protezioni collettive.
03 Organizzare Procedure, formazione, autorizzazioni, coordinamento.
04 Usare i DPI Protezione individuale per i rischi residui, ove prevista.

04 / Il principio applicato al lavoro

Dal pericolo alla scelta corretta

Seleziona un contesto operativo: ogni scenario indica il pericolo da riconoscere, le misure da adottare e quando fermarsi e avvisare il preposto.

RISCHIO DI INVESTIMENTO

Carrelli elevatori e interferenza con pedoni
Pericolo concreto

Collisione, investimento e schiacciamento durante la movimentazione dei carichi.

Prima di iniziare

Verificare separazione dei percorsi, visibilità, segnalazioni e autorizzazioni.

Durante il lavoro

Rispettare le vie dedicate, le precedenze e le distanze; mai attraversare un'area di manovra non sicura.

Comunicazione

Informare il preposto di percorsi promiscui, ostacoli, guasti o interferenze non gestite.

STOP IMMEDIATO: QUANDO NON PROSEGUIRE Pedoni e carrelli interferiscono senza protezioni o condizioni di accesso sicure.

05 / Comportamenti verificabili

Checklist prima di iniziare il lavoro

Leggi ogni punto e selezionalo soltanto quando la condizione è concretamente verificata. Per le attività ad alto rischio restano obbligatorie le procedure, le autorizzazioni e i controlli previsti.

Le sette verifiche essenziali

Verifiche dichiarate: 0 / 7

Verifiche incomplete: non iniziare se manca una condizione di sicurezza necessaria. Informa il preposto.

Questa autochecklist è formativa. Anche se completata, non rilascia permessi di lavoro e non sostituisce DVR, procedure, verifiche tecniche, formazione e vigilanza.

06 / Quando cambia la situazione

La regola STOP: fermarsi è prevenzione

Se emergono anomalie o pericoli non controllati, l'attività deve essere gestita secondo le procedure aziendali. Non improvvisare riparazioni o manovre fuori competenza.

S

Sospendi

Non proseguire un'attività in condizioni pericolose.

T

Trova il pericolo

Riconosci l'anomalia e le persone esposte, senza esporti.

O

Osserva e comunica

Informa il preposto e applica le istruzioni ricevute.

P

Procedi in sicurezza

Riprendi solo a condizioni ripristinate e quando autorizzato.

Importante: per pericolo grave, immediato e inevitabile valgono anche le procedure di emergenza e di allontanamento dalla zona pericolosa. La sigla STOP è un promemoria didattico, non una procedura sostitutiva.

07 / Responsabilità concrete

La sicurezza è condivisa, i compiti sono definiti

Datore di lavoro e dirigenti

Organizzano la prevenzione, valutano i rischi e assicurano mezzi, procedure, formazione e protezioni previste.

Preposto

Vigila, interviene sui comportamenti non conformi, segnala criticità e interrompe attività nei casi previsti dalla legge.

Lavoratore

Rispetta istruzioni e protezioni, non effettua manovre fuori competenza e segnala tempestivamente ogni pericolo.

Quadro di riferimento: D.Lgs. 81/2008, artt. 15, 17, 18, 19, 20, 28, 36 e 37. I contenuti di questo software integrano, ma non sostituiscono, la formazione obbligatoria e l'addestramento previsti dalla normativa e dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.

08 / Verifica dell'apprendimento

Sei pronto a riconoscere una scelta sicura?

Rispondi alle sei domande. Alla fine riceverai il punteggio e la spiegazione delle risposte; lo scopo è imparare, non ottenere un attestato.

Test di autovalutazione: il punteggio non costituisce prova dell'addestramento pratico né certificazione di competenza.

09 / Un impegno quotidiano

Non basta conoscere la sicurezza. Bisogna praticarla.

ESSERE

Riconoscere i pericoli e tutelare chi lavora con noi.

AVERE

Esigere e utilizzare mezzi, competenze e condizioni idonee.

FARE

Applicare sempre le misure previste e segnalare le anomalie.

NESSUN LAVORO È COSÌ URGENTE DA GIUSTIFICARE UN INFORTUNIO.

STUDIO BERNAZZOLI · EB TEAM

Filosofia della Sicurezza EB Team · Materiale didattico interattivo · Ed. 2026

www.bernazzoli.it